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Perché Monzù Vladi:

Perché Monzù Vladi: - Ristorante "Monzù Vladi"
passati tanti anni ancora ce lo chiedono


Il significato del termine monzù
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dal Settecento ai primi anni del secondo dopoguerra,era l'appellativo attribuito ai cuochi. Il termine Monzù, che deriva dal francese monsieur, signore, è sopravvissuto fino agli anni cinquanta.
Vi erano due tipi di monzù: quelli a stipendio fisso e quelli pagati a forfait, che ricevevano un piccolo mensile e del denaro per ogni portata in più.

In molti hanno aspirato al glorioso appellativo di "monzù", che era considerato come un titolo di benemerenza ed un attestato di bravura, al punto che Domenico Testa, chiamato a preparare pizze nel bosco di Capodimonte durante una festa popolare indetta da Ferdinando II di Borbone, pretese quale unico compenso quello di essere chiamato per l'appunto "monzù".

Perché Monzù Vladi:
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  • nella nostra epoca, in pochi hanno potuto fregiarsi di questo titolo ormai in disuso. Tra questi, anche se lui non l'ha mai gradito, l'amico Vladimiro Nappi, grande cultore e continuatore dell'antica cucina napoletana. Battistrada e animatore di decine e decine di ristoranti tra Napoli, il suo Golfo e Roma.

Naturalmente, è lui, Vladimiro Nappi, che ha fatto da battistrada al nostro Monzù Vladi che, appunto, porta il suo nome:

...dal monzù Vladimiro a Monzù Vladi.

 

nella foto del box Vladimiro Nappi

nel fotomontaggio che segnò il lancio per l'apertura di uno dei primi ristoranti di cucina napoletana a Roma:

"NEL REGNO di RE FERDINANDO"


 

Chi siamo da "Repubblica"

Chi siamo da "Repubblica" - Ristorante "Monzù Vladi"
I piaceri della tavola
Repubblica — 16 febbraio 2008   pagina 19   sezione: ROMA

MONZÙ VLADI I "monzù"? Gli chef che lavoravano alla corte dei Borboni e dunque garanzia di grande cucina partenopea. Proprio quella che trovate in questo spicchio di Golfo nel cuore di Trastevere che tuttora segue "la scuola" del "monzù" Vladimiro Nappi che lo inaugurò anni fa. In sala Franco e Lelio offrono le voci più intonate del repertorio campano: pizzelle, bufala dop, parmigiana, scarola ripassata. Poi, zite alla genovese, la vera puttanesca, gnocchetti con vongole e zucchine, linguine cozze e pangrattato. Tra i secondi più riusciti il pesce del giorno all'acquapazza o pezzogna al forno con patate. Polpette al sugo come faceva mammà! Babà, pastiera e caprese fatti in casa. 34 euro. Piazza S. Giovanni della Malva 2, 06.5895640. No domenica sera e Martedì.